Valorizzazione beni culturali città di Mercogliano-ITT."G.DORSO"

Interno

La chiesa dei Santi Pietro e Paolo è ad una sola navata. Conserva una quadreria degna di nota.

Sul lato sinistro nella prima arcata vi è una tela rappresentante Santi Modestino, Fiorentino e Flaviano, ascrivibile al XVII sec. Il dipinto rappresenta i Santi Martiri di cui la chiesa conserva le reliquie. Il secondo altare è quello appartenuto alla famiglia dei Buccino, una famiglia che da secoli è stata legata a questa chiesa, che ha omaggiato di diversi dipinti ed il cui altare era “Altare privilegiatum”. La nicchia del suddetto altare conserva una notevole scultura raffigurante San Michele arcangelo ritratto nella tradizionale iconografia in cui sconfigge il diavolo. Il terzo altare sul medesimo lato conserva una splendida tela raffigurante La Sacra Famiglia, con San Gioacchino e Sant’Anna e sotto San Sebastiano, San Bartolomeo, Sant’Andrea e Santo Stefano. La pala d’altare rientra in un progetto autofinanziato di restauro della quadreria della Chiesa avviato dal parroco Don Vitaliano Della Sala.

Il restauro, eseguito dalla ditta Pheliana sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio rappresentata dall’allora funzionaria responsabile dott.ssa Antonella Cucciniello, ha permesso di scoprire la certa paternità dell’opera grazie alla presenza del monogramma AS di Angelo Solimena e della data che permette di assegnare l’opera agli anni Settanta del Seicento. Nel medesimo progetto di restauro è stato possibile scoprire l’appartenenza al medesimo autore anche la pala d’altare della terza arcata. Il dipinto raffigura San Gennaro con San Matteo e San Lorenzo. Anche in questo caso il restauro, eseguito dalla medesima ditta Pheliana sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza rappresentata dalla funzionaria responsabile dott.ssa Paola Apuzza, ha portato alla scoperta del medesimo monogramma AS e della data di esecuzione 1672. Sull’altare maggiore una splendida pala d’altare raffigurante la Madonna Assunta tra coro angelico troneggia sopra l’altare maggiore e la cui cromia originale è stata riscoperta dopo il restauro eseguita dalla medesima ditta. La tela probabilmente è attribuibile al pittore Giovan Vincenzo da Forlì o allo pittore definito dello Pseudo-Forli ed è collocabile nel primo trentennio del 1600.

La Chiesa conserva anche due opere certe di Michele Ricciardi: una pala d’altare raffigurante la Madonna delle Grazie con Gesù Cristo con le anime purganti del 1718, la cui paternità è stata scoperta durante il restauro, e l’adorazione di Gesù posta immediatamente sopra la porta d’ingresso.

La quadreria continua nel registro superiore della chiesa con una serie di dipinti quadrilobati, tre per ogni lato e due sull’ingresso della chiesa raffiguranti episodi della vita degli Apostoli e culminanti nella raffigurazione della Conversione di San Paolo sopra l’arco trionfale. Di notevole bellezza è anche il dipinto ad olio su tela raffigurante la Madonna con Bambino, detta “della stoffa”, attribuita a Francesco Solimena.

La chiesa non smette di riservare sorprese. Una scoperta è stato il ritrovamento di un dipinto murale nascosto dalla muratura dell’arcata settecentesca del lato destro. L’opera raffigura la Madonna con il Bambino con due figure in adorazione ed appartiene al primitivo complesso ecclesiastico a cui nel Settecento si è addossata la muratura attuale. Il soffitto è decorato al centro con una tela di notevoli dimensioni, sicuramente tra le più grandi della provincia irpina, raffigurante l’episodio di Simon Mago del pittore Scala del 1725. Accanto ad esso quattro tele novecentesche ritraggono le virtù.

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